Quattordici settimane sono volate via, insieme ai tanti km fatti per preparare il mio primo appuntamento podistico, 98 giorni, 560 km totali corsi sulle strade della mia Firenze. 

Il Parco delle Cascine, le strette vie nel centro di Firenze, il giro dei quattro quartieri storici: Santo Spirito, Santa Maria Novella, San Giovanni, Santa Croce.

Un’altro allenamento che amavo fare, era il giro del Piazzale Michelangelo; vivendo nel quartiere di Legnaia il percorso più interessante e impegnativo per arrivare al Piazzale prevede un bel giro collinare in una delle zone più suggestive di Firenze, un impegnativo sali e scendi lungo antiche strade incorniciate da secolari piante di Ulivo e verdi colline, nobili residenze protette da massicci muretti in pietra: Bello Sguardo, Monte Uliveto, Marignolle.
Ad ogni curva ti si apre una vista dall’alto della città, una magnifica Firenze che con sfrontataggine mostra i suoi gioielli più suggestivi: Palazzo Strozzi, Forte Belvedere, e in linea aerea l’uno di fronte a l’altra, che sembrano fronteggiarsi come due modelle durante un concorso di bellezza; Palazzo della Signoria con la sua Torre di Arnolfo e Santa Maria del Fiore, con la sua

Cupola e il fedele Campanile di Giotto.

Era la prima volta in vita mia che percorrevo così tanta distanza. 

La distanza più lunga, corsa in allenamento fu di 18 km, ci misi un tempo assurdo a percorrere tale distanza, e facendo un calcolo approssimativo, se avessi corso la mezza allo stesso passo di quel l’ultimo lungo, sarei finito fuori tempo massimo con la conseguente squalifica.

Una settimana solamente mi separava da quei 18 km corsi, al giorno della gara. 

Cosa avrei potuto fare per migliorare la mia prestazione, niente! 

Quindi affrontai quest’ultima settimana seguendo le dritte del Prof. Arcelli: “corsa rigenerante, idratazione e recupero”.

I dubbi rimanevano, ma non è che ne fossi poi così tanto angosciato, dentro di me ero ottimista!

Era la mia prima partecipazione ad una manifestazione sportiva  dopo oltre  vent’anni o giù di lì.

L’ultima manifestazione agonistica a qui avevo partecipato risaliva…al 1980,  ed era una gara di judo.

Per l’occasione decisi di procurarmi una bella tuta, questo mi tornò  molto utile a farmi calare meglio nella parte di un vero podista, sembra una bischerata ma funziona,  io lo chiamo doping motivazionale.

L’ultima settimana trascorse tranquilla,  dedicata al relax, si fa per dire! Tieni presente che era la settimana di Pasqua, e dato che di lavoro facevo ancora  il pasticcere, mi rilassai facendo 10/12 ore al giorno, e dormendo 4 ore a notte, no era il massimo del riposo, ma non potevo fare altrimenti.

Continua…